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3 Dicembre 2021

La Testuggine Terrestre

Al mondo esistono diverse decine di specie di tartarughe terrestri, molte di queste normalmente commercializzate e regolarmente detenute e allevate come pet.

In Italia,parlando di tartarughe terrestri, si fa riferimento normalmente alla specie più vicine a noi, che abitano il bacino del Mediterraneo.

Queste specie appartengono al genere Testudo e si distinguono T. hermanni, T. graeca e T. marginata.

Nell’ultimo ventennio anche T. horsfieldii (originaria delle steppe intorno al mar Caspio fino ai confini occidentali cinesi) sta avendo un notevole incremento di popolarità nelle case degli italiani a causa della continua importazione che la rende disponibile sul mercato a ottimo prezzo.

tartarugha

Cites

Prima di parlare delle caratteristiche gestionali è doveroso sottolineare che queste specie sono protette dalla CITES (convenzione per il commercio internazionale delle specie a rischio) e, in particolare, sono tutte inserite nell’allegato A del regolamento 1332/2005 della Comunità Europea (ad eccezione di T. horsfieldii, presente in allegato B) che include le specie più tutelate di animali e piante.

Concretamente, ciò significa che è possibile la detenzione di queste specie solo se si è in possesso dei regolari documenti emessi dal Corpo Forestale dello Stato; inoltre, ad oggi, è obbligatoria l’applicazione del microchip su ogni soggetto regolarmente denunciato.

Per quanto riguarda T. horsfieldii la prassi è molto più semplice: è necessario essere in possesso di un certificato di nascita o di un documento di vendita riportante il codice di protocollo CITES che ne giustifica il possesso.

Tali norme sono state emanate per evitare la frequente cattura di specie autoctone dal territorio italiano e dagli stati confinanti e proteggere così gli animali selvatici.

Gestione Tartarughe

La gestione in cattività è molto facile trattandosi di tartarughe che vivono alle nostre latitudini.

Se si ha a disposizione un giardino è sufficiente liberarle all’interno dello stesso oppure in recinti di opportune dimensioni (almeno 5-6 metri quadri per ogni esemplare adulto).

Tale situazione consente loro di avere a disposizione la luce solare diretta, fattore fondamentale dal momento che il sole fornisce alle tartarughe tre elementi molto importanti: luce, calore e raggi ultravioletti.

Il calore è utile per consentire a questi animali la possibilità di regolare il loro metabolismo.

In quanto rettili, ossia animali ectotermi, non sono in grado di regolare autonomamente la temperatura corporea ma di farlo solo sfruttando il calore ambientale (e, in particolare, il sole diretto).

I raggi ultravioletti, invece, sono fondamentali per la corretta crescita ossea e del carapace e per il corretto metabolismo del calcio.

La gestione in terrario non è la soluzione migliore per questi animali dal momento che necessitano di lampade particolari per simulare la luce solare e nessuna lampada o combinazione di più lampade è in grado di farlo perfettamente; spesso, infatti, animali cresciuti in terrario (anche solo per brevi periodi all’anno) presentano deformazioni nella crescita del carapace.

Alimentazione Tartarughe

Altro aspetto importante riguarda l’alimentazione e, anche in questo caso, la soluzione migliore è quella più naturale.

L’erba di prato, che le tartarughe possono trovare nei giardini (trifoglio, tarassaco, piantagine, malva, ecc), è infatti la dieta migliore da somministrare alle testuggini.

Essa può anche essere arricchita saltuariamente da una piccola parte di frutta o verdure. Per quanto riguarda gli animali gestiti in luoghi diversi dal giardino, e dove si è impossibilitati a fornire erba di prato, la soluzione migliore consiste nel fornire insalate di vario tipo (escluse le lattughe) e talvolta frutta di stagione (non più del 10% del totale dell’alimentazione).

Letargo Tartarughe

Trattandosi di animali che vivono nel bacino del Mediterraneo, essi necessitano della stagione di letargo invernale; infatti, contrariamente a quanto spesso si crede, il letargo per le tartarughe è fondamentale, sia per il corretto sviluppo delle difese immunitarie sia per il mantenimento dei cicli biologici stagionali (come la follicologenesi e la deposizione delle uova).

Il letargo viene effettuato in maniera corretta tra i 3 e i 10°C e, durante tutto questo periodo, le tartarughe non mangiano, non defecano e si muovono molto poco.

È possibile lasciarle direttamente all’esterno (considerando, però, che in questo modo sono più suscettibili agli sbalzi termici ambientali) oppure posizionarle in un contenitore con fondo in terra e tenute in un ambiente non riscaldato all’interno del quale le temperature sono più omogenee.

Compagnia Tartarughe

Le tartarughe, infine, sono animali solitari che, quindi, non necessitano di compagnia; questo aspetto vale soprattutto per gli individui di sesso maschile, particolarmente aggressivi nei confronti di altri maschi e cruenti nell’approccio sessuale nei confronti delle femmine.

Per tale motivo se si è in possesso di più animali è consigliato detenere in cattività un rapporto di un maschio ogni 3-4 femmine.

La distinzione dei sessi è abbastanza facile negli adulti, praticamente impossibile nei piccoli fino a 3-5 anni di vita.

I metodi per la distinzione sono diversi da specie a specie, ma la caratteristica comune è che il maschio presenta la coda molto più lunga e larga (soprattutto alla base) rispetto alla femmina; inoltre, l’apertura cloacale risulta più distante dalla base della coda, a causa della presenza del pene all’interno.

Le informazioni fornite in questo articolo sono il minimo indispensabile per un approccio corretto a questi animali; in ogni caso, va ricordato che tali indicazioni sono generiche e che ognuna delle specie suddette ha caratteristiche e necessità leggermente diverse dalle altre, legate soprattutto alla zona da cui provengono gli esemplari.

Le tartarughe di terra, inoltre, non necessitano, se sane, di cure particolari ma sono consigliate una o due visite all’anno da un veterinario specializzato in animali esotici per valutare lo stato di salute, in particolare nelle stagioni pre- e post letargo, allo scopo di ottenere le indicazioni per una gestione perfetta dell’animale.

Autore Articolo

Dr. Emanuele Lubian

veterinario tartarughe

Medico veterinario specializzato in animali esotici.
Lubian Emanuele si laurea a Milano nel 2010 in Medicina Veterinaria con voto 110/110 e tesi dal titolo “Composizione microbiologica cloacale in T. hermanni sane e con cloacite”; da allora dedica principalmente la sua attività alla cura degli animali esotici e selvatici.

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